La
corte europea dei diritti dell'uomo ha sancito che non vi può essere una legge
che stabilisca per legge l'esposizione di simboli religiosi in luoghi pubblici;
nel nostro Paese la sentenza è stata accolta da una polemica senza precedenti.
Sono
un socialista e sono un bagherese.
Ho visto il film di Tornatore e poi ho letto i vari commenti lasciati sulla rete
da compagni con qualche capello bianco e un po’ di storia sulle spalle: con
rammarico, leggendo quelle aspre parole ho pensato con amarezza, che per quello
che avevo visto io, costoro non avevano capito un granché, né del film, né del
messaggio che il regista attraverso questo ha lanciato anche alla politica.
Forse i miei occhiali sono più puliti da rancori retrospettivi che molti,
ancora, non riescono – o non vogliono – eliminare.
Allora, è bene analizzare questo film in alcune scene, messe sotto attacco:
partendo dalla definizione di “riformista” che il padre – al figlio accusato di
essere uno “sporco riformista” durante un collettivo studentesco - traduce
letteralmente così: “Riformista è chi sa che a sbattere la testa contro il muro,
è 'a testa ca si rumpi e no 'u muru...Riformista è chi vuole cambiare il mondo
per mezzo del buon senso, senza tagghiari testi a nuddu...”: una definizione che
alcuni, forse per la scarsa familiarità col dialetto baariòto hanno travisato
nel suo opposto contrario.
Il mio nome è Paolo Farinella, prete della Chiesa cattolica residente nella
diocesi di Genova. Come cittadino della Repubblica Italiana, riconosco la
legittimità formale del suo governo, pur pensando che lei abbia manipolato
l’adesione della maggioranza dei pensionati e delle casalinghe che si formano
un’idea di voto solo attraverso le tv, di cui lei ha fatto un uso spregiudicato
e illegittimo. Lei in Italia possiede tre tv e comanda quelle pubbliche nelle
quali ha piazzato uomini della sua azienda o a lei devoti e proni. Nel mese di
agosto 2009 ha inaugurato una nuova tv africana, Nessma, a cui ha fatto
pubblicità sfruttando illecitamente la sua posizione di presidente del consiglio
e dove ha detto il contrario di quello che opera in politica e con le leggi
varate dal suo governo in materi di immigrazione. Se lei è pronto a smentire,
come è suo solito, ecco, si guardi il seguente filmato e giudichi da lei perché
potrebbe trattarsi di Veronica Lario travestita da lei:
Finisco di
spalare l’acqua che è entrata fin dentro casa, sento sirene vicine a casa mia,
mi collego ad internet per aggiornarmi sulle condizioni della mia città e leggo
ciò che temevo: dopo giorni di piogge incessanti, stamattina è giunta la mazzata
finale; ironia della sorte, proprio oggi che dovrebbe essere il giorno
dell’orgoglio e del trionfo di questa città, proprio oggi che Sindaco e
Assessori, amici degli amici, parenti e titolati di Palazzo Ugdulena, avrebbero
dovuto sfruttare al massimo l’occasione del cadeaux Tornatoriano, per tornare
nei favori di una cittadinanza nauseata e sconcertata da anni di mala
amministrazione, di politica all’acqua di rose e chiacchiericcio abbondante ed
inutile, niente! Il maltempo s’è messo di traverso ed ha smascherato ciò che si
voleva nascondere: che a Bagheria basta un acquazzone e tutto va a rotoli: le
strade si sfaldano, le case si allagano, i tombini scoppiano, l’acqua mista a
fango, scende come un fiume in piena, dal Monte Consona sino ad Aspra.
Tutti sappiamo che questa non è un emergenza, come prontamente qualcuno ha
dichiarato per scaricare la responsabilità a qualche essere soprannaturale, o
semplicemente alla spietatezza del cielo.
Chi a Bagheria ci vive, ogni giorno, sa che non è così: conosce la condizione
delle strade (come sono fatte e quanto poco tempo reggano) e della rete fognaria
(soprattutto nel centro storico) e mai, in tutti questi anni, è arrivata una
risposta sui fatti, per spendere qualche soldo nella costruzione di strade e
fognatura, quantomeno resistenti in casi come questo.
Invece, sono sicuro (e spero tanto che qualcuno mi smentisca nel futuro
prossimo) anche stavolta come sempre non arriverà alcuna risposta concreta:
sicuramente tante parole, quelle sempre evasive del Signor Sindaco, seguite dai
vari Assessori, ma mai una risposta concreta ad un'emergenza causata (e quindi,
lo ripeto, un'emergenza fasulla) dall'inesistente manutenzione di strade e rete
fognaria. L'Assessore Di Stefano parlava nei giorni scorsi di restyling, come se
bastasse parlare in inglese e rifare il look alla segnaletica per diventare un
bravo amministratore e per risolvere i problemi di strade costate tantissimo,
fatte male e tenute peggio. La verità è che Bagheria, tolte dal conto qualche
Suv all'ultima moda e qualche vetrina più glamour in centro, è ferma alla Baarìa
di mezzo secolo fa: inesorabile nel suo costante e perenne declino.