8 MARZO
Le notizie
Scritto da Gianfranco   

 

 
Sandro Pertini: 20 anni senza di te.
Le notizie
Scritto da Gianfranco   

Domani (24 Febbraio) ricorre il ventesimo anniversario dalla scomparsa di Sandro Pertini. I suoi insegnamenti, oggi più che ieri, risplendono come fari nella notte politica e morale che attraversa il nostro Paese. Le sue parole, severe e limpide, rappresentano ancora un barlume di speranza nel cambiamento possibile, nella realizzazione di un Paese fiero e solidale, libero e leale. L' "Appello ai giovani", che ho deciso di dedicare a chi lo leggerà, è - così - in realtà un monito ai "Vecchi" che da decenni trascinano l'Italia lungo un tunnel di cui nessuno ormai riesce più a trovare una via d'uscita. E tuttavia ci rimane il suo esempio di vita, di partigiano fiero, di socialista vero e appassionato, di politico onesto e acuto: sono questi d'altronde gli ingredienti che hanno costruito il mito del Presidente Partigiano, ma forse ci si dimentica che la sua eroica presenza è purtroppo il segnale più evidente del deserto e della desolazione che lo circondava e che ancora oggi, a vent'anni dalla morte, lo e ci circonda.

APPELLO AI GIOVANI

"Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste?

Ecco l'appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia.

E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. L'onestà... l'onestà... l'onestà. [...]

E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo. Se c'è qualcuno che dà scandalo; se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!"

Sandro Pertini

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10 DOMANDE...stavolta all'opposizione!
Iniziative
Scritto da Gianfranco   

Dopo le dieci domande di Repubblica a Berlusconi, durante un convegno dal titolo eloquente: "Berlusconi and beyond: prospects for Italy" (Berlusconi e oltre: prospettive per l'Italia), organizzato a Birmingham da Geoff Andrews, italianista della Open University, con il patrocinio della Birmingham University, un parterre di think thank d'oltremanica, tra cui l'autorevole ex-direttore dell'Economist già in passato protagonista di discusse copertine avverse a Berlusconi, dopo aver seguito con molta attenzione le vicende del capo del governo italiano, oggi si chiede come mai, di fronte a tanti e tali scandali, la popolarità del Presidente del Consiglio e del suo governo sia cresciuta, a dispetto di ogni prevedibilità, in misura direttamente proporzionale alla debacle ed alla crisi politica delle forze di opposizione, tenute insieme, secondo i relatori dell'incontro, essenzialmente da un fattore: l'antiberlusconismo.
In sostanza Berlusconi appare come l'unico collante sia per la sua litigiosa maggioranza, di cui è capo supremo ed indiscusso, sia per l'opposizione.
Ecco così che una dietro l'altra saltano fuori queste dieci domande, a cui stavolta dovranno rispondere gli esponenti dei partiti d'opposizione, a partire dal segretario del Partito Democratico, Bersani.

Rispetto a quest'empasse politico, forse l'unica via d'uscita praticabile sta nelle risposte a queste dieci domande. A cui speriamo, qualcuno sia in grado di rispondere!

LE DIECI DOMANDE all'Opposizione Italiana. >>> Aderisci alla Pagina Facebook

1) Quali sono  i vostri  principali valori politici al di là dell’anti  berlusconismo?

2) Perché quando l’opposizione ha avuto la possibilità  di governare non ha regolamentato il conflitto di interessi?

3) Quale è la visione della società italiana del futuro e per quale tipo di giustizia sociale vi schierate?

4) Qual è la vostra visione della globalizzazione e come vedete l’Italia in essa?

5) Come pensate di aumentare le possibilità a disposizione dei giovani in una prospettiva meritocratica e qual è la vostra risposta alla lettera di Pier Lugi Celli che invitava il figlio al lasciare l’Italia?

6) Sarete in grado di apportare serie riforme della classe politica in termini di: numero dei parlamentari; immunità legali; presenza di parlamentari con  problemi giudiziari; costi della politica

7)
è possibile che l’inesistenza di un governo ombra o il fallimento nel tentativo di crearlo comunichi agli elettori l’assenza di un governo alternativo in attesa e quindi comunichi la non presenza di un’opposizione ufficiale in Italia?

8) perché non c’è un reale interesse e capacità nell’usare i nuovi media?

9) Se aveste un miliardo di euro di risorse extra come le utilizzereste? Ricerca universitari, Scuola, riduzione del debito pubblico, rafforzamento delle forze di polizia, stimolo alle  imprese, tutela del lavoro?

10) Avete un Obama capace di sfidare Berlusconi in carisma e popolarità ma al tempo stesso di creare una visione e  un sogno per gli elettori che vi dovrebbero votare?

 
Lettera aperta ai Concittadini Bagheresi: “Ancora una proposta?”
Iniziative
Scritto da Tommaso Impellitteri, Manlio Schiavo   

Premessa:

  • Tantissimi e “normalissimi” cittadini delle più diverse classi sociali e anche di appartenenze “politiche” di ambito diverso, chi più giovane, chi più adulto, chi più attento, chi più distratto o indifferente, chi più vicino, chi più distante, per una sorta di “strano” effetto di condivisione, in un punto si ritrovano d’accordo: nell’avvertire, senza ombra di dubbio o tema di smentite, senza alcuno spirito di polemica o di pregiudiziale avversione, la evidente crisi politico-amministrativa-economico-sociale che questa Comunità Cittadina sta “subendo”.

Questo appare come l’unico risultato di “consenso” comune, che mette tutti d’accordo, raggiunto per tantissimi versi da questa Amministrazione. Non c’è che dire: almeno un obiettivo è stato raggiunto!!

  • Troppo, troppo tempo si è buttato via, si è inutilmente consumato - e pare che si debba continuare in questo modo per quello che si vede, purtroppo, al presente e all’orizzonte (con deprecabile spreco di pubblico denaro) - senza conseguire un benché minimo significativo miglioramento, in primis, della vivibilità e di un serio ed efficace sviluppo del nostro territorio, tranne ad intendere per “sviluppo” tutto ciò che è legato alla sempre alimentata e mantenuta cultura del posto, in tutt’uno con la più miope e devastante forma di clientelismo da noi collaudata nell’ultimo cinquantennio.

  • Gravissimo è il perdurare di alcune criticità circa rifiuti, acqua e vivibilità complessivanello specifico, viabilità e ambiente - per le quali non si intravvede alcuna seria volontà, al di là delle capacità, quanto meno di affrontarle per un avvio di soluzione; a tal punto che si prova ormai notevole disagio nel proporre strategie e/o ulteriori manifestazioni a riguardo, per l’assenza, appunto, di reali e capaci e/o disponibili interlocutori.

  • Non dovrebbe una seria politica dare un’anima ad una seria amministrazione per governare, non gestire, il potere democratico ricevuto solo per il servizio della Comunità? Quali sono le “reali” risposte che il cittadino “comune” avverte, senza bisogno di essere un esperto politologo? Soltanto queste:

  • si continua ad assistere, come in un (banale e disgustoso) “gioco teatrale”, all’inconsistenza delle varie alchimie di alleanze e balletti su rotazioni di assessori e deleghe, finalizzate a presunti cambiamenti per amministrare “finalmente!” (dopo quasi 4 anni di consistente inefficienza) la cosa pubblica; alchimie e balletti soltanto funzionali, a parere comune, a “vivacchiare” con soldi pubblici sino alla fine del mandato. Un “gioco” in cui, purtroppo, non si risparmia e non viene risparmiato nessuno, ‘vecchio’ o giovane che sia, per operazioni trasformistiche di facciata, dissipando (ma ci si augura di sbagliare), per miopia politica, probabili patrimoni personali da impiegare nella costruzione di un diverso futuro politico di questa Città;

  • non si può non prendere atto della “confusione”- ai vari livelli - all’interno degli schieramenti politici, che, muovendosi secondo le solite vecchie e logore “logiche”(?) fatte di tatticismi estenuanti, di dilazioni disarmanti, di “manovre” e “contromanovre”, di posizionamenti e “riposizionamenti”, di divisioni e contrapposizioni, esclusivamente finalizzati ad interessi individuali, di fatto non funzionano o sembrano funzionare secondo il metodo: “ogni testa un partito”, in uno schieramento; “una sola testa per tutti” nell’altro.

  • Eppure, non si può non sottolineare, ancora una volta, che, da una parte, i partiti quali gruppi organizzati sono indispensabili in un sistema che vuol dirsi realmente democratico come quello nostro, ma che, dall’altra, appare forte la necessità di un coinvolgimento più ampio e responsabile dei cittadini bagheresi e delle diverse forze sociali, per determinare e raggiungere, insieme, obiettivi concreti e immediati.

 

Alla luce di questa Premessa, il Gruppo Civico “NOI CITTADINI” di Bagheria, vuol porre all’attenzione della Cittadinanza questa particolare proposta - (ancora una proposta?) - definibile come Accordo di programma, che ponga come priorità assoluta e comune la soluzione di tre questioni: rifiuti, acqua e vivibilità – sotto l’aspetto di viabilità e ambiente;

soluzione che è avvertita, nel sentire comune, come fondamentale perché una Comunità possa ritenersi ‘civile’e perché si possa avviare una seria prospettiva di sviluppo.

  • Pur mantenendosi negli ambiti delle diverse e differenti scelte politiche, ogni partito e ogni lista, con i rispettivi candidati a Consiglieri e a Sindaco, dovranno pubblicamente ‘sottoscrivere’ l’impegno prioritario a risolvere questi tre problemi, facendo fronte comune con i concittadini, prescindendo da ideologie, da schieramenti e/o “colori” partitici.

  • Chiunque verrà eletto non dovrà tener conto, relativamente a questi problemi e soltanto per questi, dell’essere nella maggioranza o nell’opposizione, ma dovrà attivarsi in unità con i Bagheresi, con i Componenti del Consiglio Comunale e della Giunta, per raggiungere, democraticamente, una soluzione nell'interesse di ciascuno e di tutti.

  • Tale Accordo di programma vedrebbe realmente e concretamente al primo posto i Bagheresi.

Il merito per il conseguimento della soluzione delle tre grandi “emergenze” sarebbe, anzitutto, dei Cittadini bagheresi e, insieme, di tutte le forze politiche e sociali. Raggiungere la soluzione potrebbe ‘ridarci’ molto, in termini di dignità e di senso civico oltre che di sicuro benessere, di sicuro bene-stare nel nostro territorio.

Come Gruppo Civico, “Noi Cittadini” di Bagheria, continueremo ad impegnarci se non per la soluzione di tali problemi (in pochi non si può oltre che impossibile senza l’Amministrazione) almeno per far sì che vengano posti come prioritario oggetto dei vari programmi politici, caratterizzati appunto da un accordo preventivo, chiaro e determinato, sui quei tre problemi.
 

Pensiamo ad un pubblico incontro per articolare più adeguatamente questa proposta di accordo di programma.

In quella occasione, si potrà, insieme, anche discutere intorno ad una interessante e stimolante ipotesi su cui, con apertura mentale e con intelligenza, potersi impegnare senza personalismi o protagonismi: la costituzione a Bagheria di un Centro di formazione politica, con particolare attenzione al ruolo e alle funzioni degli Enti Locali, individuando nelle scuole e in almeno un bene confiscato alla mafia i luoghi privilegiati per l’espletamento delle attività.
 

L’adesione dei Cittadini, dei Partiti e di altre Forze Sociali sarebbe, a nostro avviso, segno significativo di maturità sociale e civica.

Bagheria, 04 Febbraio 2010

Tommaso Impellitteri, Manlio Schiavo

 
Eluana Englaro - Un anno dopo
Le notizie
Scritto da Gianfranco   

Una vicenda personale, diventata pubblica per dimostrare, ancora una volta, l'inadeguatezza del nostro impianto legislativo a tutela dei diritti della persona, anche in punto di morte.
La grande dignità con cui Beppino Englaro ha condotto la sua lotta d'amore per la propria figlia, il suo profondissimo senso civico sono un grandissimo insegnamento morale per tutti.

Vi segnalo la lettura del seguente commento firmato da Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, apparso oggi sul sito "Notizie Radicali" (Link)

 

ELUANA: CONTINUANO LE CINICHE E VOLGARI SPECULAZIONI DI SEDICENTI DIFENSORI DELLA VITA

di Maria Antonietta Farina Coscioni

A un anno dalla morte di Eluana Englaro, continua il cinico e volgare spettacolo di chi, in nome di una malintesa difesa della vita, in realtà vuole condannare ad agonie e sofferenze senza speranza anche chi chiede dignità e rivendica di poter decidere come e quando porre fine alla propria esistenza.

Costoro, proprio in nome del loro rinnovato cinismo e della strumentalità che li caratterizza, non meritano risposta o replica. Gli italiani, come tutti i sondaggi demoscopici unanimi certificano, hanno detto in modo inequivocabile e netto con chi sono in sintonia, se con Beppino Englaro, Luca Coscioni, Piergiorgio Welby, i radicali, o con questi penosi epigoni degli zuavi pontifici.

Qui e ora sia sufficiente ricordare (e riconoscersi) nelle parole caritatevoli e misericordiose di persone di fede, non a caso silenziate. Monsignor Giuseppe Casale, vescovo emerito di Foggia: «Non si è voluto dare la morte ad Eluana, si è soltanto posto fine al suo calvario e questo è un atto di misericordia, non un assassinio…parlare di omicidio è un’accusa gratuita, volgare e ingiusta. Non si è voluto dare la morte a questa giovane, L’alimentazione e l’idratazione artificiali sono assimilabili a trattamenti medici. E se una cura non porta a nessun beneficio, può essere legittimamente interrotta, questo non è omicidio».

Arcivescovo Giancarlo Maria Bragantini, già impegnatissimo nella denuncia della 'ndrangheta quand’era a Locri, e spedito, contro la sua volontà, a guidare l’arcidiocesi di Campobasso: «Sono vicino a Peppino Englaro, che invece di ricorrere a sotterfugi è sempre stato corretto e ha creduto nella giustizia. Bisogna apprezzare la sua rettitudine… È stato grande nell’aver voluto una soluzione legale senza mai cercare scorciatoie sotto banco… Avremmo dovuto camminare più insieme alla famiglia Englaro, accompagnarla di più in questi anni…».

Servizio tratto da RaiNews24

 
Appello: Un nuovo inizio per Bagheria
Le notizie
Scritto da Gianfranco   

Per quanto tempo ancora Biagio Sciortino ha intenzione di tenere in ostaggio la città? Ce lo chiediamo, praticamente nel silenzio ormai consueto di ogni altra “forza” politica bagherese, nell'attesa che il nostro Primo Cittadino sciolga finalmente le riserve e ci dica chi sono i nuovi componenti della Giunta Comunale.

E' purtroppo la scena di un film già visto e sinceramente è sconcertante assistere a questa totale mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini bagheresi da parte di un sindaco e di una maggioranza (quale?) che continuano imperterriti a trattare la nostra città e le gravi pedine dell'amministrazione della cosa pubblica come un giochetto con cui trastullarsi, litigare e secondo le convenienze del momento riappacificarsi.

Davvero ci si chiede dove siano finite anche le forze di opposizione, a destra come a sinistra, del Consiglio Comunale: che fine abbia fatto la politica, a Bagheria.

Abbiamo già da tempo capito che in realtà questa Amministrazione e questo Sindaco si muovono come degli avventurieri, senza una minima prospettiva, un progetto, un'azione condivisa sulle modalità e gli obiettivi da raggiungere per questa città.

Crediamo sia giunto da tempo ormai il momento di chiedere a tutti i bagheresi che non tollerano più lo stato comatoso di questa amministrazione, di cominciare a costruire un'alternativa della buona volontà, fatta di poche e chiare idee e programmi meno roboanti, ma credibili sul piano dell'impegno e delle personalità che vorranno contribuire a questo progetto che dovrà caratterizzarsi per un forte profilo modernizzatore e che veda al primo posto una riconsiderazione radicale della gestione dei servizi primari, ovvero acqua, trasporto pubblico, rifiuti (con un definitivo lancio della raccolta differenziata), della trasparenza nella pubblica amministrazione, prima e reale palestra di una legalità dei fatti e non delle chiacchiere e poi un piano per il recupero degli spazi pubblici, della vivibilità, della vita culturale e della promozione umana e sociale, delle dinamiche per un rilancio a medio e lungo termine dell'economia locale.

Promesse in questi anni mantenute e sempre disattese, per cui siamo arrivati all'ultimo minuto disponibile se vogliamo porre rimedio ed avviare un nuovo inizio per Bagheria.

Gianfranco Scavuzzo


 

 
27 Gennaio: Una Giornata per non dimenticare
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Scritto da Gianfranco   
 
© 2010 Gianfranco Scavuzzo - Per cambiare l'Italia ci vuole un fiore. Una rosa, nel pugno.
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