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Le notizie
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Scritto da Gianfranco
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Domani (24 Febbraio) ricorre il ventesimo anniversario dalla scomparsa di Sandro Pertini.
I suoi insegnamenti, oggi più che ieri, risplendono come fari nella notte politica e morale che attraversa il nostro Paese.
Le sue parole, severe e limpide, rappresentano ancora un barlume di speranza nel cambiamento possibile, nella realizzazione di un Paese fiero e solidale, libero e leale.
L' "Appello ai giovani", che ho deciso di dedicare a chi lo leggerà, è - così - in realtà un monito ai "Vecchi" che da decenni trascinano l'Italia lungo un tunnel di cui nessuno ormai riesce più a trovare una via d'uscita.
E tuttavia ci rimane il suo esempio di vita, di partigiano fiero, di socialista vero e appassionato, di politico onesto e acuto: sono questi d'altronde gli ingredienti che hanno costruito il mito del Presidente Partigiano, ma forse ci si dimentica che la sua eroica presenza è purtroppo il segnale più evidente del deserto e della desolazione che lo circondava e che ancora oggi, a vent'anni dalla morte, lo e ci circonda.
APPELLO AI GIOVANI
"Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste?
Ecco l'appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia.
E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. L'onestà... l'onestà... l'onestà. [...]
E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo. Se c'è qualcuno che dà scandalo; se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!"
Sandro Pertini
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Iniziative
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Scritto da Gianfranco
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Dopo
le dieci domande di Repubblica a Berlusconi, durante un convegno dal titolo
eloquente: "Berlusconi and beyond: prospects for Italy" (Berlusconi e oltre:
prospettive per l'Italia), organizzato a Birmingham da Geoff Andrews,
italianista della Open University, con il patrocinio della Birmingham University,
un parterre di think thank d'oltremanica, tra cui l'autorevole ex-direttore
dell'Economist già in passato protagonista di discusse copertine avverse a
Berlusconi, dopo aver seguito con molta attenzione le vicende del capo del
governo italiano, oggi si chiede come mai, di fronte a tanti e tali scandali, la
popolarità del Presidente del Consiglio e del suo governo sia cresciuta, a
dispetto di ogni prevedibilità, in misura direttamente proporzionale alla
debacle ed alla crisi politica delle forze di opposizione, tenute insieme,
secondo i relatori dell'incontro, essenzialmente da un fattore: l'antiberlusconismo.
In sostanza Berlusconi appare come l'unico collante sia per la sua litigiosa
maggioranza, di cui è capo supremo ed indiscusso, sia per l'opposizione.
Ecco così che una dietro l'altra saltano fuori queste dieci domande, a cui
stavolta dovranno rispondere gli esponenti dei partiti d'opposizione, a partire
dal segretario del Partito Democratico, Bersani.
Rispetto a quest'empasse politico, forse l'unica via d'uscita praticabile sta
nelle risposte a queste dieci domande. A cui speriamo, qualcuno sia in grado di
rispondere!
LE DIECI DOMANDE
all'Opposizione Italiana.
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1) Quali sono i vostri principali valori politici al di là dell’anti
berlusconismo?
2) Perché quando l’opposizione ha avuto la possibilità di governare non ha
regolamentato il conflitto di interessi?
3) Quale è la visione della società italiana del futuro e per quale tipo di
giustizia sociale vi schierate?
4) Qual è la vostra visione della globalizzazione e come vedete l’Italia in
essa?
5) Come pensate di aumentare le possibilità a disposizione dei giovani in una
prospettiva meritocratica e qual è la vostra risposta alla lettera di Pier Lugi
Celli che invitava il figlio al lasciare l’Italia?
6) Sarete in grado di apportare serie riforme della classe politica in termini
di: numero dei parlamentari; immunità legali; presenza di parlamentari con
problemi giudiziari; costi della politica
7)
è
possibile che l’inesistenza di un governo ombra o il fallimento nel tentativo di
crearlo comunichi agli elettori l’assenza di un governo alternativo in attesa e
quindi comunichi la non presenza di un’opposizione ufficiale in Italia?
8) perché non c’è un reale interesse e capacità nell’usare i nuovi media?
9) Se aveste un miliardo di euro di risorse extra come le utilizzereste? Ricerca
universitari, Scuola, riduzione del debito pubblico, rafforzamento delle forze
di polizia, stimolo alle imprese, tutela del lavoro?
10) Avete un Obama capace di sfidare Berlusconi in carisma e popolarità ma al
tempo stesso di creare una visione e un sogno per gli elettori che vi
dovrebbero votare?
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Iniziative
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Scritto da Tommaso Impellitteri, Manlio Schiavo
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Premessa:
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Tantissimi e “normalissimi” cittadini delle più diverse classi sociali e
anche di appartenenze “politiche” di ambito diverso, chi più giovane, chi
più adulto, chi più attento, chi più distratto o indifferente, chi più
vicino, chi più distante, per una sorta di “strano” effetto di condivisione,
in un punto si ritrovano d’accordo: nell’avvertire, senza ombra di dubbio o
tema di smentite, senza alcuno spirito di polemica o di pregiudiziale
avversione, la evidente crisi politico-amministrativa-economico-sociale che
questa Comunità Cittadina sta “subendo”.
Questo appare come l’unico risultato di “consenso”
comune, che mette tutti d’accordo, raggiunto per tantissimi versi da questa
Amministrazione. Non c’è che dire: almeno un obiettivo è stato raggiunto!!
-
Troppo, troppo tempo si è buttato via, si è inutilmente consumato - e pare
che si debba continuare in questo modo per quello che si vede, purtroppo, al
presente e all’orizzonte (con deprecabile spreco di pubblico denaro) - senza
conseguire un benché minimo significativo miglioramento, in primis, della
vivibilità e di un serio ed efficace sviluppo del nostro territorio, tranne
ad intendere per “sviluppo” tutto ciò che è legato alla sempre alimentata e
mantenuta cultura del posto, in tutt’uno
con la più miope e devastante forma di clientelismo da noi collaudata
nell’ultimo cinquantennio.
-
Gravissimo è il perdurare di alcune criticità
circa rifiuti, acqua e
vivibilità complessiva –nello specifico,
viabilità e
ambiente - per le quali non si intravvede alcuna seria volontà,
al di là delle capacità, quanto meno di affrontarle per un avvio di
soluzione; a tal punto che si prova ormai notevole disagio nel proporre
strategie e/o ulteriori manifestazioni a riguardo, per l’assenza, appunto,
di reali e capaci e/o disponibili interlocutori.
-
Non dovrebbe una seria politica dare un’anima ad una seria amministrazione
per governare, non gestire, il potere democratico ricevuto solo per il
servizio della Comunità? Quali sono le “reali” risposte che il cittadino
“comune” avverte, senza bisogno di essere un esperto politologo? Soltanto
queste:
-
si continua ad assistere, come in un (banale e disgustoso) “gioco teatrale”,
all’inconsistenza delle varie alchimie di alleanze e balletti su rotazioni
di assessori e deleghe, finalizzate a presunti cambiamenti per amministrare
“finalmente!” (dopo quasi 4 anni di consistente inefficienza) la cosa
pubblica; alchimie e balletti soltanto funzionali, a parere comune, a
“vivacchiare” con soldi pubblici sino alla fine del mandato. Un “gioco” in
cui, purtroppo, non si risparmia e non viene risparmiato nessuno, ‘vecchio’
o giovane che sia, per operazioni trasformistiche di facciata, dissipando
(ma ci si augura di sbagliare), per miopia politica, probabili patrimoni
personali da impiegare nella costruzione di un diverso futuro politico di
questa Città;
-
non si può non prendere atto della “confusione”- ai vari livelli -
all’interno degli schieramenti politici, che, muovendosi secondo le solite
vecchie e logore “logiche”(?) fatte di tatticismi estenuanti, di dilazioni
disarmanti, di “manovre” e “contromanovre”, di posizionamenti e
“riposizionamenti”, di divisioni e contrapposizioni, esclusivamente
finalizzati ad interessi individuali, di fatto non funzionano o sembrano
funzionare secondo il metodo: “ogni testa un partito”, in uno schieramento;
“una sola testa per tutti” nell’altro.
-
Eppure, non si può non sottolineare, ancora una volta, che, da una parte, i
partiti quali gruppi organizzati sono indispensabili in un sistema che vuol
dirsi realmente democratico come quello nostro, ma che, dall’altra, appare
forte la necessità di un coinvolgimento più ampio e responsabile dei
cittadini bagheresi e delle diverse forze sociali, per determinare e
raggiungere, insieme, obiettivi concreti e immediati.
Alla luce di questa Premessa, il Gruppo
Civico “NOI CITTADINI” di Bagheria, vuol porre all’attenzione della
Cittadinanza questa particolare proposta - (ancora una proposta?) - definibile
come Accordo di programma, che ponga come
priorità assoluta e comune la soluzione di tre questioni: rifiuti, acqua e
vivibilità – sotto l’aspetto di viabilità e ambiente;
soluzione che è avvertita, nel sentire comune,
come fondamentale perché una Comunità possa ritenersi ‘civile’e perché si possa
avviare una seria prospettiva di sviluppo.
-
Pur mantenendosi negli ambiti delle diverse e differenti scelte politiche,
ogni partito e ogni lista, con i rispettivi candidati a Consiglieri e a
Sindaco, dovranno pubblicamente ‘sottoscrivere’ l’impegno prioritario a
risolvere questi tre problemi, facendo fronte comune con i concittadini,
prescindendo da ideologie, da schieramenti e/o “colori” partitici.
-
Chiunque verrà eletto non dovrà tener conto, relativamente a questi problemi
e soltanto per questi, dell’essere nella maggioranza o nell’opposizione, ma
dovrà attivarsi in unità con i Bagheresi, con i Componenti del Consiglio
Comunale e della Giunta, per raggiungere, democraticamente, una soluzione
nell'interesse di ciascuno e di tutti.
Il
merito per il conseguimento della soluzione delle tre grandi “emergenze”
sarebbe, anzitutto, dei Cittadini bagheresi e, insieme, di tutte le forze
politiche e sociali. Raggiungere la soluzione potrebbe ‘ridarci’ molto, in
termini di dignità e di senso civico oltre che di sicuro benessere, di sicuro
bene-stare nel nostro territorio.
Come Gruppo Civico, “Noi Cittadini” di Bagheria,
continueremo ad impegnarci se non per la soluzione di tali problemi (in pochi
non si può oltre che impossibile senza l’Amministrazione) almeno per far sì che
vengano posti come prioritario oggetto dei vari programmi politici,
caratterizzati appunto da un accordo preventivo, chiaro e determinato, sui quei
tre problemi.
Pensiamo ad un pubblico incontro per
articolare più adeguatamente questa proposta di accordo di programma.
In quella occasione, si potrà, insieme, anche
discutere intorno ad una interessante e stimolante ipotesi su cui, con apertura
mentale e con intelligenza, potersi impegnare senza personalismi o protagonismi:
la costituzione a Bagheria di un Centro di formazione
politica, con particolare attenzione al ruolo e alle funzioni degli
Enti Locali, individuando nelle scuole e in almeno un bene confiscato alla mafia
i luoghi privilegiati per l’espletamento delle attività.
L’adesione dei Cittadini, dei Partiti e di altre
Forze Sociali sarebbe, a nostro avviso, segno significativo di maturità sociale
e civica.
Bagheria, 04 Febbraio 2010
Tommaso Impellitteri, Manlio Schiavo
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Le notizie
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Scritto da Gianfranco
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Una vicenda personale, diventata pubblica per dimostrare, ancora una volta, l'inadeguatezza del nostro impianto legislativo a tutela dei diritti della persona, anche in punto di morte. La grande dignità con cui Beppino Englaro ha condotto la sua lotta d'amore per la propria figlia, il suo profondissimo senso civico sono un grandissimo insegnamento morale per tutti.
Vi segnalo la lettura del
seguente commento firmato da Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale
e co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca
scientifica, apparso oggi sul sito "Notizie Radicali" (Link)
ELUANA: CONTINUANO LE
CINICHE E VOLGARI SPECULAZIONI DI SEDICENTI DIFENSORI DELLA VITA
di Maria Antonietta Farina Coscioni
A un anno dalla morte di Eluana Englaro, continua il cinico e volgare spettacolo
di chi, in nome di una malintesa difesa della vita, in realtà vuole condannare
ad agonie e sofferenze senza speranza anche chi chiede dignità e rivendica di
poter decidere come e quando porre fine alla propria esistenza.
Costoro, proprio in nome del loro rinnovato cinismo e della strumentalità che li
caratterizza, non meritano risposta o replica. Gli italiani, come tutti i
sondaggi demoscopici unanimi certificano, hanno detto in modo inequivocabile e
netto con chi sono in sintonia, se con Beppino Englaro, Luca Coscioni,
Piergiorgio Welby, i radicali, o con questi penosi epigoni degli zuavi
pontifici.
Qui e ora sia sufficiente ricordare (e riconoscersi) nelle parole caritatevoli e
misericordiose di persone di fede, non a caso silenziate. Monsignor Giuseppe
Casale, vescovo emerito di Foggia: «Non si è voluto dare la morte ad Eluana, si
è soltanto posto fine al suo calvario e questo è un atto di misericordia, non un
assassinio…parlare di omicidio è un’accusa gratuita, volgare e ingiusta. Non si
è voluto dare la morte a questa giovane, L’alimentazione e l’idratazione
artificiali sono assimilabili a trattamenti medici. E se una cura non porta a
nessun beneficio, può essere legittimamente interrotta, questo non è omicidio».
Arcivescovo Giancarlo Maria Bragantini, già impegnatissimo nella denuncia della
'ndrangheta quand’era a Locri, e spedito, contro la sua volontà, a guidare
l’arcidiocesi di Campobasso: «Sono vicino a Peppino Englaro, che invece di
ricorrere a sotterfugi è sempre stato corretto e ha creduto nella giustizia.
Bisogna apprezzare la sua rettitudine… È stato grande nell’aver voluto una
soluzione legale senza mai cercare scorciatoie sotto banco… Avremmo dovuto
camminare più insieme alla famiglia Englaro, accompagnarla di più in questi
anni…».
Servizio tratto da RaiNews24
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Scritto da Gianfranco
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Per
quanto tempo ancora Biagio Sciortino ha intenzione di tenere in ostaggio la
città? Ce lo chiediamo, praticamente nel silenzio ormai consueto di ogni altra
“forza” politica bagherese, nell'attesa che il nostro Primo Cittadino sciolga
finalmente le riserve e ci dica chi sono i nuovi componenti della Giunta
Comunale.
E'
purtroppo la scena di un film già visto e sinceramente è sconcertante assistere
a questa totale mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini bagheresi da
parte di un sindaco e di una maggioranza (quale?) che continuano imperterriti a
trattare la nostra città e le gravi pedine dell'amministrazione della cosa
pubblica come un giochetto con cui trastullarsi, litigare e secondo le
convenienze del momento riappacificarsi.
Davvero ci si chiede dove siano finite anche le forze di opposizione, a destra
come a sinistra, del Consiglio Comunale: che fine abbia fatto la politica, a
Bagheria.
Abbiamo già da tempo capito che in realtà questa Amministrazione e questo
Sindaco si muovono come degli avventurieri, senza una minima prospettiva, un
progetto, un'azione condivisa sulle modalità e gli obiettivi da raggiungere per
questa città.
Crediamo sia giunto da tempo ormai il momento di chiedere a tutti i bagheresi
che non tollerano più lo stato comatoso di questa amministrazione, di cominciare
a costruire un'alternativa della buona volontà, fatta di poche e chiare idee e
programmi meno roboanti, ma credibili sul piano dell'impegno e delle personalità
che vorranno contribuire a questo progetto che dovrà caratterizzarsi per un
forte profilo modernizzatore e che veda al primo posto una riconsiderazione
radicale della gestione dei servizi primari, ovvero acqua, trasporto pubblico,
rifiuti (con un definitivo lancio della raccolta differenziata), della
trasparenza nella pubblica amministrazione, prima e reale palestra di una
legalità dei fatti e non delle chiacchiere e poi un piano per il recupero degli
spazi pubblici, della vivibilità, della vita culturale e della promozione umana
e sociale, delle dinamiche per un rilancio a medio e lungo termine dell'economia
locale.
Promesse in questi anni mantenute e sempre disattese, per cui siamo arrivati
all'ultimo minuto disponibile se vogliamo porre rimedio ed avviare un nuovo
inizio per Bagheria.
Gianfranco Scavuzzo
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