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Bagheria, aspettando Noè... PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco   

Finisco di spalare l’acqua che è entrata fin dentro casa, sento sirene vicine a casa mia, mi collego ad internet per aggiornarmi sulle condizioni della mia città e leggo ciò che temevo: dopo giorni di piogge incessanti, stamattina è giunta la mazzata finale; ironia della sorte, proprio oggi che dovrebbe essere il giorno dell’orgoglio e del trionfo di questa città, proprio oggi che Sindaco e Assessori, amici degli amici, parenti e titolati di Palazzo Ugdulena, avrebbero dovuto sfruttare al massimo l’occasione del cadeaux Tornatoriano, per tornare nei favori di una cittadinanza nauseata e sconcertata da anni di mala amministrazione, di politica all’acqua di rose e chiacchiericcio abbondante ed inutile, niente! Il maltempo s’è messo di traverso ed ha smascherato ciò che si voleva nascondere: che a Bagheria basta un acquazzone e tutto va a rotoli: le strade si sfaldano, le case si allagano, i tombini scoppiano, l’acqua mista a fango, scende come un fiume in piena, dal Monte Consona sino ad Aspra.

Tutti sappiamo che questa non è un emergenza, come prontamente qualcuno ha dichiarato per scaricare la responsabilità a qualche essere soprannaturale, o semplicemente alla spietatezza del cielo.

Chi a Bagheria ci vive, ogni giorno, sa che non è così: conosce la condizione delle strade (come sono fatte e quanto poco tempo reggano) e della rete fognaria (soprattutto nel centro storico) e mai, in tutti questi anni, è arrivata una risposta sui fatti, per spendere qualche soldo nella costruzione di strade e fognatura, quantomeno resistenti in casi come questo.

Invece, sono sicuro (e spero tanto che qualcuno mi smentisca nel futuro prossimo) anche stavolta come sempre non arriverà alcuna risposta concreta: sicuramente tante parole, quelle sempre evasive del Signor Sindaco, seguite dai vari Assessori, ma mai una risposta concreta ad un'emergenza causata (e quindi, lo ripeto, un'emergenza fasulla) dall'inesistente manutenzione di strade e rete fognaria. L'Assessore Di Stefano parlava nei giorni scorsi di restyling, come se bastasse parlare in inglese e rifare il look alla segnaletica per diventare un bravo amministratore e per risolvere i problemi di strade costate tantissimo, fatte male e tenute peggio. La verità è che Bagheria, tolte dal conto qualche Suv all'ultima moda e qualche vetrina più glamour in centro, è ferma alla Baarìa di mezzo secolo fa: inesorabile nel suo costante e perenne declino.

G.S.

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